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Esotico e multiculturale sarà il concerto che il Festival Mozart dedica alla chitarra, sotto il triplice aspetto dello strumento scelto, del programma e dell’identità artistica della protagonista, la chitarrista ungherese Zsófia Boros, praghese di nascita, ma formatasi presso i Conservatori di Bratislava, e di Budapest, e perfezionatasi all’Università della musica di Vienna, oltre che al Conservatorio di Udine. L’artista è stata premiata in alcuni importanti concorsi come quello che porta il nome del compositore slovacco Mertz, a Bratislava, e il Paganini di Parma, suona anche in formazioni con il flauto, il fagotto, e con una danzatrice di tip-tap, Sabine Hasicka. Con quest’ultima artista realizza originali performances su repertori sudamericani, da La muerte del Angel di Astor Piazzolla, a Cielo Abierto di Sinesi. Alla grazia tutta femminile, ed all’intensità espressiva, Zsófia unisce solida perizia tecnica e forte determinazione. In questo stile esotico sarà anche il programma del concerto, con le suggestioni arabeggianti di Iglesias e di Tárrega.

Esotica, come affermato prima, è in un certo senso anche la chitarra, portata in Andalusia dagli Arabi e diffusasi non solo in tutta l’Europa, compresa quella balcanica, ma anche in tutto il mondo, grazie alla sua capacità di dar voce alle più varie espressioni della musica, da quella etnica, al jazz, fino ad un repertorio classico di straordinaria e particolare bellezza. Questo strumento, da molti considerato a ragione popolare, ha radici colte, essendo un discendente di quello che gli Arabi chiamavano ud, il liuto, e che divenne lo strumento di corte per eccellenza, tanto de essere suonato perfino dal Re Sole.

E’ proprio al liuto, alla vihuela ed alla chitarra barocca, che gli amanti delle sei corde devono il meraviglioso repertorio prodotto da autori come Milan, Narvaez, Dowland tra l’epoca rinascimentale e quella barocca.

Appare a questo punto molto adeguato il luogo scelto per la matinée, Casa Madernini, un edificio il cui salone è particolarmente adatto alla chitarra e a ricreare un’atmosfera d’altri tempi. Il palazzo, che apparteneva in origine alla famiglia Priami di Milano, venne successivamente acquistato dalla famiglia Madernini, ed è ora di proprietà dei Marzani che vi abitano.

“Pizzicando le culture. Impressioni e colori”: domenica 26 agosto 2012, ore 11.30; Palazzo Madernini, Villa Lagarina

Elena Nardo

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