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di Martina Ferrari

Sulle note di La Revoltosa Los Romeros si presentano al pubblico pronti per posare per una foto di famiglia e, in eleganti completi bianchi, trasportano il pubblico della Sala Filarmonica di Rovereto in un revival della musica spagnola per chitarra.

Chi si aspettava una chitarra dal suono pulito e scavato può essere rimasto deluso, perché i Romeros affondano le proprie radici nella musica popolare e regalano un chitarrismo rustico dalla sonorità non ricercata ma ad ogni modo evocativa. Il repertorio eseguito, presentato in formazioni che vanno dal solo al quartetto, si muove sull’asse che collega la musica classica per chitarra al folklore iberico: le trascrizioni di Albéniz, De Falla e Boccherini e le pagine di Turina, Rodrigo e Villa-Lobos offrono un quadro del linguaggio musicale di cui i Romeros sono portabandiera da generazioni. A metà strada tra la tradizione colta e il flamenco, il loro stile esecutivo è difficilmente apprezzabile se giudicato da uno solo di questi parametri, perché vive del fascino creato proprio dalla loro spuria unione.

Una grande differenza di impostazione e di poetica musicale separa le diverse generazioni dei Romeros: Pepe Romero, pur tra alcuni inciampi, riesce a far vibrare la chitarra della sua personalità ed esperienza di uomo di spettacolo che sa interagire con il pubblico sapendo ironizzare anche sui propri errori; Celin è una testimonianza candida e poetica del chitarrismo del passato mentre il figlio Celino, tecnicamente più preciso e pulito, non esprime lo stesso fascino e calore domestico del padre e dello zio.

L’esecuzione in quartetto, debole e mancante di coesione nella prima parte del programma, nella seconda offre invece momenti intensi e di grande effetto soprattutto nell’arrangiamento della Miller’s Dance e della Danza Española di De Falla. In un crescendo di energia, sfrenatezza e allegria Los Romeros dimostrano di essere più a loro agio dove gli elementi ritmici e percussivi sono preponderanti e dove la chitarra si riconcilia con la sua origine popolare.

Due bis chiudono il generoso concerto della durata di quasi due ore che lascia il pubblico ammaliato, soddisfatto e rallegrato dalla carica e dal calore umano sprigionati durante la serata.

Flamenco!: domenica 23 agosto 2015, ore 21, Corte del Palazzo di Giustizia, Rovereto.

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